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Michele il Carpentiere

A luglio sul sito di SICURELLO.si JUNIOR è arrivato un nuovo amico.

Si tratta di MICHELE IL CARPENTIERE, che lavora sempre sui tetti ed allora si deve proteggere per non cadere dall’alto.

Michele il Carpentiere è nato su suggerimento della classe 4° Carpenteria dell’Istituto ENAIP Trentino-DFP di Tione di Trento.

Scopri dove lavora Michele il Carpentiere, le sue attrezzature e come si protegge dalle cadute dall’alto.

paul klee - ville fiorentine
 
PAUL KLEE – Rielaborazione dell’opera: ‘Ville Fiorentine’
 
Così come Paul Klee nell’opera ‘Ville Fiorentine’ (1926) traduce la visione urbana in una preziosa trama di tasselli finemente e quasi ossessivamente decorati, la rielaborazione di FANTASMINA.it traduce la visione urbana in una trama di situazioni di lavoro sicure ed insicure.

 

 

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AMBIENTE LAVORO 2013 - CANTIERE SICURO

Nella news odierna di AMBIENTE LAVORO, che si terrà a Bologna dal 16 al 18 ottobre 2013 in concomitanza con il SAIE, sono state anticipate le principali iniziative in programma.Ci fa piacere rilevare come all’interno dell’inziativa “COME RENDERE UN CANTIERE SICURO”, venga riportato in evidenza il Corso di aggiornamento: il coordinatore alla sicurezza e la documentazione cantieri proposto da AiFOS e che vedrà il Geom. Stefano Farina, in qualità di Responsabile Nazionale AiFOS Costruzioni, approfondire  quali sono i principali documenti da redigere e verificare a cura del Coordinatore di cantiere nel corso della sua attività. Verranno evidenziate criticità su cui porre particolare attenzione, anche alla luce del sondaggio “Il Coordinatore di cantiere e la sicurezza sul lavoro” condotto dall’Associazione.

AMBIENTE LAVORO 2013 - CANTIERE SICURO

 

 

Attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori

10 giugno 2013

Circolare n. 21 del 10 giugno 2013

Con circolare n. 21 dell’10 giugno 2013 vengono forniti chiarimenti, tenuto conto della circolare n.12/2013 del medesimo Ministero, in merito all’applicazione dell’Accordo del 22 febbraio 2012 tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano concernente l’individuazione delle attrezzature di lavoro per le quali è richiesta una specifica abilitazione degli operatori, nonché le modalità per il riconoscimento di tale abilitazione, i soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità della formazione, in attuazione dell’art.73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81 e successive modifiche ed integrazioni.

[ fonte: LAVORO.GOV.IT ]

 

 

 

 

 

Il Garante della Privacy, nella Newsletter n. 373 del 24 marzo 2013, informa che è vietato il trattamento dei dati personali effettuato attraverso apparati di ripresa installati in modo “occulto” sul posto di lavoro, all’insaputa dei lavoratori ed in violazione del diritto alla riservatezza e della dignità degli stessi, nonché delle norme che ne vietano il controllo a distanza. Eventuali dati raccolti non possono essere utilizzati dal datore di lavoro ma conservati per consentire un’eventuale attività di accertamento da parte delle autorità competenti.

Le indicazioni del Garante

Il Garante per la privacy ha vietato alla società editrice di un quotidiano il trattamento dei dati personali effettuato attraverso apparati di ripresa installati in modo occulto presso la propria sede. Dagli accertamenti effettuati dalla Guardia di Finanza su mandato del Garante, è emerso che quindici delle diciannove telecamere di cui è composto l’impianto di videosorveglianza erano state nascoste in rilevatori di fumo o in lampade di allarme, all’insaputa dei lavoratori, ai quali non era stata fornita alcuna informativa sulla presenza dell’impianto, né individualizzata, né semplificata (ad es. cartelli visibili, collocati prima del raggio di azione delle telecamere). Le uniche informazioni, peraltro insufficienti, erano scritte su un cartello di piccole dimensioni (15×15 cm), affisso a tre metri di altezza nell’ingresso del luogo di lavoro. Nel disporre il divieto [doc. web n. 2439178 allegato], il Garante ha ritenuto che  la società  abbia operato un illecito trattamento di dati personali, avendo agito in violazione del diritto alla riservatezza e della dignità dei lavoratori, nonché delle norme che ne vietano il controllo a distanza. L’impianto, infatti, oltre a violare le norme del Codice privacy, era stato attivato senza rispettare quanto previsto dallo Statuto dei lavoratori (accordo con i sindacati o autorizzazione al Ministero del lavoro). A seguito dell’intervento del Garante, la società non potrà più utilizzare i dati raccolti e dovrà limitarsi alla loro conservazione per consentire un’eventuale attività di accertamento da parte delle autorità competenti. Il Garante, inoltre, avendo rilevato anche irregolarità nella raccolta dei dati personali degli abbonati alla testata giornalistica, ha prescritto alla società di riformulare la modulistica cartacea e quella online, inserendo tutte le informazioni sull’uso dei dati necessarie per renderla conforme alla normativa.

[fonte: DPL MODENA]

 

 


 

Sulla Gazzetta Ufficiale del 27 maggio 2013 è stato pubblicato il COMUNICATO del Presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (Avcp), Sergio Santoro, in merito all’Anagrafe Unica delle  Stazioni Appaltanti art. 33-ter, decreto  legge n. 179/2012 convertito con legge n. 221/2012.

In particolare nel comunicato vengono indicate le scadenze alle quali si dovranno attenere le Stazioni Appaltanti:

– a partire dal 1 settembre ed entro il 31 dicembre 2013 comunicare il nome del responsabile,

– a partire dal 10 luglio 2013 acquisire l’Attestato di iscrizione all’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti, valido per tutto il 2013.

Il comunicato (disponibile sul sito web dell’Avcp riportata anche in calce al presente articolo) fornisce una serie di indicazioni riguardanti l’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti, istituita presso l’Autorità dall’art. 33-ter del decreto legge n. 179/2012 convertito con legge n. 221/2012.

In particolare, l’Autorità si sofferma su 4 punti, comunicando:

– che, in via transitoria, ai  fini dell’adempimento all’obbligo di cui all’art.  33-ter del decreto legge n. 179/2012, le stazioni appaltanti già registrate  presso la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici per le finalità di cui al  d.lgs. n. 163/2006 e alla legge n. 136/2010, sono tenute ad acquisire sul sito  dell’Autorità, a partire dal 10 luglio 2013, l’Attestato di iscrizione  all’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti, avente validità per tutto il  2013. Tale documento sarà rilasciato alle Stazioni Appaltanti per il tramite dei propri utenti  già titolari di credenziali per l’accesso ai servizi sul portale dell’Autorità;

– che  le stazioni appaltanti, a partire dal 1° settembre 2013 e comunque entro il 31  dicembre 2013, dovranno comunicare, per l’espletamento del procedimento  amministrativo sotteso all’applicazione dell’art. 33-ter del decreto legge n.  179/2012, il nominativo del responsabile, ai sensi della legge 241/90, il quale  provvederà alla iniziale verifica o compilazione ed al successivo aggiornamento  delle informazioni di cui al successivo punto 3;

– che  con successivo Comunicato verranno rese note le modalità e le informazioni  necessarie per il permanere dell’iscrizione nell’Anagrafe Unica delle Stazioni  Appaltanti da effettuarsi a cura del responsabile individuato ai sensi del  precedente punto 2;

– che  l’aggiornamento delle informazioni dell’Anagrafe Unica delle Stazioni  Appaltanti dovrà essere effettuato, a cura del soggetto individuato ai sensi  del precedente punto 2., entro il 31 dicembre di ciascun anno”.


 

COMUNICATO  DEL PRESIDENTE

Anagrafe Unica delle  Stazioni Appaltanti art. 33-ter, decreto  legge n. 179/2012 convertito con legge n. 221/2012.

Il  Presidente

VISTO  l’art. 33-ter, comma 1, del decreto  legge. n. 179/2012, inserito dalla legge di conversione n. 221/2012, che  prevede l’istituzione dell’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti presso  l’Autorità, nell’ambito della Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici  (BDNCP), di cui all’art. 62-bis del D.lgs. n. 82/2005 Codice dell’Amministrazione  Digitale;

VISTO  l’obbligo a carico delle stazioni appaltanti, ai sensi del predetto art. 33-ter, comma 1, di iscrizione e di  aggiornamento annuale dei propri dati identificativi pena la nullità degli atti  adottati e la responsabilità amministrativa e contabile dei funzionari  responsabili;

VISTO  l’art. 33-ter, comma 2,deldecreto legge n. 179/2012 inserito dalla legge di conversione  n. 221/2012 che demanda all’ Autorità di stabilire con propria  deliberazione le modalità operative e di funzionamento dell’Anagrafe Unica  delle stazioni appaltanti;

VISTO  l’art. 6-bis, comma 1, del Codice dei contratti pubblici (di seguito Codice),  che prevede l’acquisizione nella BDNCP dei dati previsti dall’art. 7 del  Codice;

VISTO  l’art. 7, comma 8, del Codice, che prevede l’obbligo per le Stazioni Appaltanti  di comunicare all’Osservatorio i dati relativi al ciclo di vita dei contratti  pubblici di lavori, servizi e forniture;

VISTO  il Comunicato del Presidente del 4 aprile 2008, con il quale sono state  definite le modalità telematiche per la trasmissione dei dati dei contratti  pubblici di importo superiore alla soglia di 150.000 euro, ai sensi dell’art.  7, comma 8 d.lgs. n. 163/2006;

VISTO  il Comunicato del Presidente del 14 dicembre 2010 e s.m.i., che ha esteso la  rilevazione dei dati ai contratti pubblici di importo inferiore o uguale ai  150.000 euro, ai contratti “esclusi” di cui agli artt. 19, 20, 21, 22, 23, 24 e  26 del Codice, di importo superiore ai 150.000 euro e agli accordi quadro e  fattispecie consimili;

VISTO  il Comunicato del Presidente del 2 maggio 2011 e s.m.i. che ha specificato le  modalità semplificate di rilascio del CIG per la micro-contrattualistica e i  contratti esclusi fino a 150.000 euro;

RITENUTO  che l’accreditamento presso il sistema informativo di monitoraggio, ai fini  dell’adempimento degli obblighi informativi, consente di acquisire  l’informazione di base per l’identificazione delle stazioni appaltanti;

RITENUTO  che nelle more dell’implementazione e della definizione delle modalità di  iscrizione all’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti, si rende necessario  fornire alle stazioni appaltanti delle indicazioni di carattere transitorio;

COMUNICA

  1. Che,  in via transitoria, ai  fini dell’adempimento all’obbligo di cui all’art.  33-ter del decreto legge n. 179/2012, le stazioni appaltanti già registrate  presso la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici per le finalità di cui al  d.lgs. n. 163/2006 e alla legge n. 136/2010, sono tenute ad acquisire sul sito  dell’Autorità, a partire dal 10 luglio 2013, l’Attestato di iscrizione  all’Anagrafe Unica delle Stazioni Appaltanti, avente validita’ per tutto il  2013. Tale documento sarà rilasciato alle SA per il tramite dei propri utenti  già titolari di credenziali per l’accesso ai servizi sul portale dell’Autorità.
  2. Che  le stazioni appaltanti, a partire dal 1° settembre 2013 e comunque entro il 31  dicembre 2013, dovranno comunicare, per l’espletamento del procedimento  amministrativo sotteso all’applicazione dell’art. 33-ter del decreto legge n.  179/2012, il nominativo del responsabile, ai sensi della legge 241/90, il quale  provvederà alla iniziale verifica o compilazione ed al successivo aggiornamento  delle informazioni di cui al successivo punto 3. ;
  3. Che  con successivo Comunicato verranno rese note le modalità e le informazioni  necessarie per il permanere dell’iscrizione nell’Anagrafe Unica delle Stazioni  Appaltanti da effettuarsi a cura del responsabile individuato ai sensi del  precedente punto 2.;
  4. Che  l’aggiornamento delle informazioni dell’Anagrafe Unica delle Stazioni  Appaltanti dovrà essere effettuato, a cura del soggetto individuato ai sensi  del precedente punto 2., entro il 31 dicembre di ciascun anno.

Roma,   16 maggio 2013

Il  Presidente
Sergio  Santoro

“DICHIARAZIONE EMISSIONI IN ATMOSFERA – ART.16 DPR 43/2012”

A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del 14/05/2013, è entrato in vigore l’obbligo di dichiarazione delle emissioni in atmosfera ai sensi dell’art.16 comma 2 del DPR 43/2012.

La dichiarazione deve essere effettuata tramite il form che si può trovare sul sito del ministero dell’ambiente (www.minambiente.it) dagli operatori (proprietari dell’impianto o terzi responsabili incaricati con specifico contratto e piena autonomia decisionale ed economica sulla gestione degli impianti) “delle applicazioni fisse di refrigerazione, condizionamento dell’aria, pompe di calore, nonché sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 kg o più di gas fluorurati ad effetto serra entro il 31 maggio di ogni anno, a partire dal 2013” e inviata al sito www.sinanet.isprambiente.it.

Per l’anno 2013 la dichiarazione deve contenere la informazioni delle sole sezioni 1, 2 e 3.

Come da Regolamento CE n.842/2006 art.2 comma 6, la figura dell’operatore, viene definita nella persona fisica o giuridica che eserciti un effettivo controllo sul funzionamento tecnico delle apparecchiature e degli impianti contemplati dal regolamento stesso. L’effettivo controllo sul funzionamento tecnico di un’apparecchiatura o di un impianto comprende, in linea di principio, i seguenti elementi:
– libero accesso all’impianto, che comporta la possibilità di sorvegliarne i componenti e il loro funzionamento, e la possibilità di concedere l’accesso a terzi;
– controllo sul funzionamento e la gestione ordinari;
– il potere (compreso il potere finanziario) di decidere in merito a modifiche tecniche (ad esempio, la sostituzione di un componente, l’installazione di un sistema di rilevamento permanente delle perdite), alla modifica delle quantità di gas fluorurati nell’apparecchiatura o nell’impianto, e all’esecuzione di controlli o riparazioni.

Se il proprietario dell’impianto affida questa responsabilità a un terzo responsabile ciò deve essere regolato contrattualmente.

Va inoltre ricordato l’obbligo di compilazione dei libretti d’impianto per tutti gli impianti contenenti 3 kg o più di gas fluorurati e il rispetto delle verifiche periodiche come indicato dal regolamento CE n°842/2006, pena il rischio di
sanzioni pecuniarie come specificato nel D. Lgs. 26 del 05/03/02013.

 

Gas fluorurati considerati ai fini della dichiarazione

Le sostanze pure e i preparati considerati ai fini della dichiarazione sono quelli inclusi nell’Allegato I al Regolamento CE n.842/2006.

La lista delle sostanze è disponibile in formato pdf  ed è scaricabile effettuando il download sottoriportato.

Si precisa che le miscele considerate dal Regolamento soddisfano i seguenti criteri:

– contengono almeno un componente costituito da gas fluorurati ad effetto serra;

– il GWP complessivo della miscela deve essere maggiore o uguale di 150.

Si precisa ancora che i CFC (clorofluorocarburi), gli Halon, gli HCFC (idroclorofluorocarburi) e quindi anche R-22 pur essendo gas fluorurati ad effetto serra non sono considerati ai fini della dichiarazione. L’uso di queste famiglie di sostanze è disciplinato dal Protocollo di Montreal che ha previsto la loro graduale eliminazione in quanto lesive dello strato di ozono stratosferico. Ciò significa che le apparecchiature fisse con carica circolante costituita esclusivamente da R-22 (o da altri HCFC o da CFC o da Halon) non devono essere considerate ai fini della dichiarazione.

 

 

Apparecchiature oggetto della dichiarazione

Ai fini della dichiarazione le apparecchiature e sistemi considerati sono FISSI (cioè non in movimento durante il loro funzionamento) e appartengono alle seguenti tipologie:

  • refrigerazione (cioè raffreddamento di spazi di immagazzinamento o prodotti al di sotto della temperatura ambiente; sono inclusi anche gli scambiatori di calore industriali);

  • condizionamento dell’aria (raffreddare e/o controllare la temperatura dell’aria in ambienti confinati mantenendola ad un determinato livello)

  • pompe di calore (estraggono energia dall’ambiente o da una fonte di calore di scarto per fornire calore utile, tipicamente sono apparecchiature ermeticamente sigillate)

  • sistemi di protezione antincendio (installati in risposta ad un rischio di incendio specifico in uno spazio definito)

inoltre, ciascuna apparecchiatura o sistema appartenente ad una delle citate tipologie deve contenere una carica circolante di 3 kg o più di gas fluorurati ad effetto serra.

Per quanto detto sopra sono quindi certamente esclusi dal campo di applicazione della dichiarazione per esempio:

  • impianti di condizionamento dell’aria montati sugli autoveicoli o, più in generale, su tutte le tipologie di mezzi di trasporto;

  • sistemi di refrigerazione montati su tutte le tipologie di mezzi di trasporto;.

  • l’attrezzatura utilizzata per la ricarica degli impianti di condizionamento dell’aria montati sugli autoveicoli;

  • gli estintori portatili (perché tipicamente durante il loro funzionamento sono in movimento);

  • tutte le apparecchiature che utilizzano esclusivamente sostanze refrigeranti o estinguenti diverse dai gas fluorurati ad effetto serra previsti dalla dichiarazione o comunque non contemplate dall’allegato I al Regolamento 842/2006 (es. R-22, CO2, sabbia, ammoniaca, etc);

  • tutte le apparecchiature contenenti refrigeranti o estinguenti a base di gas fluorurati ad effetto serra che prese individualmente hanno carica complessiva minore di 3 kg.

 

Sedi di installazione da indicare nella dichiarazione

Ad una sede di installazione corrisponde una sola dichiarazione.

Se un operatore deve comunicare i dati relativi a 10 diverse sedi di installazione (es. una azienda con 10 stabilimenti produttivi) allora sarà necessario compilare 10 dichiarazioni distinte.


 

DOWNLOAD:

 

– file con l’elenco delle sostanze soggette alla dichiarazione

 

 


 

– file con indicazioni per la registrazione e compilazione sul sito del ministero

 

 


 

Di seguito un ulteriore approfondimento pubblicato sul sito www.sinanet.isprambiente.it

Informazioni per operatori di apparecchiature contenenti gas fluorurati ad effetto serra

INTRODUZIONE

L’obiettivo principale del Regolamento (CE) n.842/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 maggio 2006 su taluni gas fluorurati ad effetto serra (di seguito denominato Regolamento F-Gas) ha come obiettivo principale la riduzione delle emissioni di gas fluorurati ad effetto serra contemplate dal Protocollo di Kyoto.

Il Regolamento F-Gas riguarda il contenimento, l’uso, il recupero e la distruzione di taluni gas fluorurati ad effetto serra, l’etichettatura e lo smaltimento di prodotti e apparecchiature contenenti tali gas, la comunicazione di informazioni su questi gas, il controllo sul loro utilizzo, i divieti in materia di immissione in commercio di alcuni prodotti e apparecchiature, nonché la formazione e la certificazione del personale e delle società addetti alle attività contemplate nel Regolamento.

Ne consegue che sono interessati dal Regolamento F-Gas vari soggetti coinvolti nel ciclo di vita dei gas fluorurati, tra cui produttori, importatori ed esportatori di tali gas, nonché fabbricanti e importatori di taluni prodotti e apparecchiature contenenti gas fluorurati e operatori delle apparecchiature.

Il 20 aprile 2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 93 il Decreto del Presidente della Repubblica 27 gennaio 2012, n. 43 recante attuazione del predetto Regolamento F-Gas.

Il D.P.R. n. 43/2012, entrato in vigore il 5 maggio 2012, stabilisce all’articolo 16, che entro il 31 maggio di ogni anno (a partire già dal 2013), gli operatori delle applicazioni fisse di refrigerazione, condizionamento d’aria e pompe di calore, nonché dei sistemi fissi di protezione antincendio contenenti 3 kg o più di gas fluorurati ad effetto serra devono presentare una dichiarazione contenente informazioni riguardanti la quantità di emissioni in atmosfera relativi all’anno precedente sulla base dei dati contenuti nel relativo registro di impianto.

Sistemi e apparecchiature interessati

Un’apparecchiatura fissa è definita come un’apparecchiatura che di norma non è in movimento durante il suo funzionamento. Di conseguenza non rientrano attualmente, nel campo di applicazione della normativa, le apparecchiature di refrigerazione e condizionamento d’aria usate in tutte le modalità di trasporto.


Applicazioni fisse di refrigerazione

Le apparecchiature di refrigerazione sono progettate per raffreddare prodotti o spazi di immagazzinamento al di sotto della temperatura ambiente. Comprendono frigoriferi e congelatori per usi domestici, banchi per gelaterie, magazzini refrigerati, magazzini frigoriferi e impianti di raffreddamento per lavorazioni industriali.

Le applicazioni per le apparecchiature di refrigerazione sono molteplici: dall’uso domestico (dove sono impiegate cariche esigue di gas, minori di 0,1 kg), alla vendita al dettaglio, fino all’uso industriale. Le dimensioni nell’ambito di queste diverse applicazioni variano dai frigoriferi domestici ad ampi magazzini frigoriferi, con cariche di gas fluorurati che variano appunto da meno di 0,1 kg a parecchie migliaia di kg nella refrigerazione industriale. Rientrano nel campo di applicazione della dichiarazione solo le apparecchiature con carica di gas fluorurati pari almeno a 3 kg.

 

Applicazioni fisse di condizionamento d’aria

La principale funzione delle apparecchiature di condizionamento d’aria è raffreddare e/controllare la temperatura in camere o edifici mantenendola ad un determinato livello. Le dimensioni delle apparecchiature variano da piccole unità (per esempio unità mobili da collegare alla presa di corrente) sino a grandi apparecchiature fisse, installate per raffreddare interi edifici come uffici o ospedali. Le apparecchiature di condizionamento d’aria sono usate nei settori residenziale, commerciale, pubblico e industriale.

A seconda della configurazione è possibile distinguere tra condizionamento d’aria monoblocco (nei quali tutti i componenti essenziali sono ospitati in un unico elemento) e i cosiddetti split-system (nei quali i componenti essenziali di raffreddamento/riscaldamento sono ospitati in vari elementi). Gli stabili adibiti a uffici, negozi o ospedali dispongono in genere di diversi sistemi, quali piccoli condizionatori split e grandi impianti centralizzati, che spesso utilizzano un impianto secondario di acqua refrigerata.

La carica di refrigerante delle apparecchiature di condizionamento d’aria varia da meno di 0,5 kg a oltre 100 kg per i grandi impianti per uso non domestico. Rientrano nel campo di applicazione della dichiarazione solo le apparecchiature con carica di gas fluorurati pari almeno a 3 kg.

 

Pompe di calore

Le pompe di calore sono macchine che utilizzano un circuito di refrigerazione per estrarre energia da un ambiente o da una fonte di calore di scarto e fornire calore utile. Inoltre, sono disponibili sistemi reversibili che hanno una funzione di raffreddamento oltre che di riscaldamento.

Le pompe di calore fisse sono usate sia nelle abitazioni sia nei settori commerciali e industriali per riscaldamento e raffreddamento, per la produzione di acqua alla temperatura richiesta utilizzata nei processi industriali, per il recupero di calore e altre applicazioni. Le pompe di calore sono tipicamente sistemi ermeticamente sigillati con una carica di refrigerante variabile da 0,4 kg per le pompe di calore per acqua calda fino a circa 100 kg per le pompe di calore industriali. Rientrano nel campo di applicazione della dichiarazione solo le apparecchiature con carica di gas fluorurati pari almeno a 3 kg.

 

Impianti fissi di protezione antincendio

Gli impianti fissi di protezione antincendio sono definiti come impianti in funzione o temporaneamente fuori servizio composti da uno o più contenitori interconnessi, ivi comprese parti associate, installati in risposta ad un rischio di incendio specifico in uno spazio definito e che di norma non sono in movimento durante il loro funzionamento.

I gas fluorurati utilizzati in impianti fissi di protezione antincendio sono principalmente alcuni HFC. Anche se l’immissione in commercio di impianti di protezione antincendio contenenti PFC è vietata dal 4 luglio 2007, gli impianti contenenti PFC più vecchi possono ancora essere in funzione. I gas fluorurati spengono l’incendio assorbendo il calore dalla fiamma. I sistemi che utilizzano tali gas estinguenti sono progettati per raggiungere la concentrazione di progetto entro 10 secondi ed ottenere una rapida estinzione delle fiamme. Ciò è fondamentale in presenza di incendi che evolvono molto rapidamente oppure in presenza di oggetti di elevato valore. Inoltre, tali sistemi utilizzano un minor numero di bombole, essendo gli HFC stoccati in fase liquida, e di conseguenza occupano spazi di stoccaggio inferiori. Gli HFC sono utili quindi per la protezione antincendio in un numero limitato ma vitale di casi in cui la velocità, gli spazi di stoccaggio e la sicurezza sono fattori critici.

Per questo motivo, i sistemi a gas HFC sono utilizzati per proteggere gallerie d’arte, musei, archivi, librerie, depositi cartacei, materiali elettrici ed elettronici, sale computer, impianti di telecomunicazioni, torri di controllo del traffico aereo, ospedali, banche e così via.

Rientrano nel campo di applicazione della dichiarazione solo gli impianti con carica di gas fluorurati pari almeno a 3 kg.

Quali sono i gas fluorurati contemplati dalla dichiarazione

Il Regolamento F-Gas riguarda le apparecchiature e i sistemi fissi antincendio contenenti gas fluorurati elencati nell’Allegato I al Regolamento F-Gas nonché i preparati (comunemente denominati miscele) contenenti tali gas nei circuiti di refrigerazione. Si tratta quindi di un gruppo di sostanze pure o di miscele che rappresenta un sottoinsieme delle sostanze pure o delle miscele comunemente disponibili sul mercato o circolanti nelle tipologie di apparecchiature considerate, per esempio sono esclusi dall’elenco delle sostanze pure tutti i CFC, tutti gli HCFC e tutti gli Halon.

Tra i componenti delle miscele potrebbero essere presenti anche i CFC o gli HCFC o gli Halon in generale le miscele considerate dal Regolamento F-Gas soddisfano i seguenti requisiti:

  • almeno uno dei componenti è una delle sostanze pure incluse nell’Allegato I al Regolamento;

  • il GWP complessivo della miscela non è minore di 150.

Il GWP di una sostanza esprime la misura del potenziale di riscaldamento globale di quella sostanza ed è calcolato come rapporto tra potenziale di riscaldamento in 100 anni di 1 kg della sostanza considerata (presente nell’atmosfera) rispetto a 1 kg di CO2.

 

Tipi comuni di refrigeranti

Per i refrigeranti viene spesso utilizzata la nomenclatura industriale (norma ISO 817), cui si fa di solito riferimento con un numero preceduto dalla lettera “R” (abbreviazione di “Refrigerante”), per esempio R-134a sta per HFC 134a. Si usano anche nomi commerciali specifici.

In Europa, gli idrocarburi (non disciplinati dal Regolamento F-Gas), come R-600 (iso-butano) e R-290 (propano), sono refrigeranti comuni nei frigoriferi e nei congelatori per uso domestico, nonché in piccole apparecchiature di refrigerazione per negozi (per esempio, vetrine frigorifero collegate ad una presa di corrente). Sono anche in uso, comunque, unità contenenti gas fluorurati (tipicamente R-134a).

Nelle apparecchiature di refrigerazione di più grandi dimensioni, come quelle usate nei supermercati (per esempio, vetrine frigorifero con sistemi di refrigerazione centralizzati), sono ampiamente usati come refrigeranti gas fluorurati come R-134a (HFC) e R-404A (miscela di HFC).

Per le apparecchiature di condizionamento d’aria, i gas fluorurati sono ampiamente impiegati come refrigeranti (per esempio R-410A o R-407C, entrambi miscele di HFC). Oltre agli HFC, nelle apparecchiature più datate sono ancora usati gli HCFC come R-22 (N.B. gli HCFC, quindi anche R-22, sono però esclusi dal campo di applicazione del DPR 43/2012). Si utilizzano sempre più spesso altri tipi di refrigeranti non disciplinati dal Regolamento F-Gas, come R-744 (CO2), R-600A (iso-butano), R-290 (propano), R-1270 (propilene) e R-717 (NH3).

Gas fluorurati come R-134a (HFC) e R-407C (miscela di HFC) sono impiegati principalmente come refrigeranti in pompe di calore, mentre si utilizzano anche in questo campo con sempre maggior frequenza refrigeranti alternativi non disciplinati dal Regolamento F-Gas, come R-744 (CO2), R-600A (iso-butano), R-290 (propano), R-1270 (propilene) e R-717 (NH3).

Tipi comuni di agenti estinguenti

In riferimento alla norma UNI 14520-1 gli idrofluorocarburi da impiegare negli impianti di spegnimento sono: HFC 227ea, HFC 23, HFC 125 e HFC 236fa normalmente utilizzato negli estintori. I PFC contenuti in impianti più vecchi includono il perfluorobutano (PFC 3-1-10) e il perfluorometano (PFC 14).

Tipi comuni di preparati o miscele usate come refrigeranti o estinguenti

contenenti gas fluorurati

In generale, non è possibile fornire una descrizione esaustiva dei preparati o miscele utilizzati come cariche circolanti delle apparecchiature di refrigerazione, condizionamento, pompe di calore o per la protezione antincendio esistenti in commercio.

Rispetto al campo di applicazione del Regolamento F-Gas, esiste almeno una sessantina di miscele/preparati a base di gas fluorurati, alcune delle quali utilizzate come cariche circolanti nelle apparecchiature e nei sistemi contemplati dalla dichiarazione in questione. Ciascuna miscela è classificata con un numero preceduto dalla lettera “R” come nelle sostanze pure, ma in questo caso più sostanze pure in percentuali variabili costituiscono i componenti della carica circolante.

 

 

D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Aggiornamento a maggio 2013 del Testo Unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro

È stato pubblicato sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali l’aggiornamento al D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, Testo Unico sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro integrandone e correggendone alcune disposizioni.

Ecco il comunicato del Ministero del Lavoro:

27 maggio 2013

Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro
Disponibile il testo coordinato nell’edizione maggio 2013  

Disponibile on line il testo coordinato del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro con le disposizioni integrative e correttive introdotte dal Decreto Legislativo 3 agosto 2009 n. 106.

Tra le novità (che si possono leggere nella seconda pagina del manuale) possiamo evidenziare quelle più rilevanti quali ad esempio: 

• Decreto Interministeriale 4 marzo 2013: criteri generali di sicurezza relativi alle procedure di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare;

• Decreto Interministeriale 6 marzo 2013: criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro 

• Circolare n. 9/2013 del 05/03/2013: D.M. 11 aprile 2011 – chiarimenti;

• Circolare n.12/2013 del 11/03/2013: accordo 22 febbraio 2012 in attuazione dell’articolo 73, comma 5, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 – chiarimenti. 

• Decreto Interministeriale del 27 marzo 2013: semplificazione in materia di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria dei lavoratori stagionali del settore agricolo;

• l’inserimento della modifica all’art. 6 comma 8 prevista dal Decreto Legislativo 13 marzo 2013, n. 32; 

• l’inserimento degli interpelli dal n. 1 al n. 7 del 2013;

• la sostituzione del Decreto Dirigenziale del 19 dicembre 2012 con il Decreto Dirigenziale del 24 aprile 2013 dei soggetti abilitati per l’effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’art. 71 comma 11.

 

[fonte: LAVORO.GOV.IT]

 

 

Nell’ottica della formazione, informazione, addestramento previsti dal D.P.R. 177/2011 si è tenuto c/o la Cantina di Mori Colli Zugna il corso lavoratori addetti ad attività in spazi confinati o a rischio inquinamento.

Oltre agli aspetti teorici affrontati in specifici momenti formativi, sicuramente importante è stato il momento relativo all’addestramento dei lavoratori e manutentori che ha visto la partecipazione attiva secondo vari scenari che si potrebbero presentare nella realtà (infortunio, malore, presenza di CO2…). Anche i dipendenti dello STUDIOFARINA e della SEIDUESEI.org hanno partecipato all’importante momento formativo affinché possano essere consapevoli di tutti gli aspetti relativi alle situazioni che li potrebbero interessare dal punto di vista lavorativo e maggiormente tutelati negli aspetti legati alla propria sicurezza ed a quella dei propri colleghi.

Il supporto dei docenti, tra i quali citiamo Gregorio Barberi, ha permesso ai partecipanti al corso di approfondire gli aspetti legati alle attività in spazi ristretti, ma anche meglio comprendere le problematiche relative alla presenza di inquinanti e/o carenza di ossigeno.

Nella breve carrellata che segue, sono riportati alcuni dei momenti salienti dell’addestramento.

 Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Cantina Mori Colli Zugna - Corso Spazi Confinati D.P.R. 177/2011

 

Si è tenuto oggi il 5° modulo 2013 del programma di aggiornamento coordinatori sicurezza cantieri programmato da A.Co.S.T. (Associazione Coordinatori Sicurezza Trentino) .

Organizzato in collaborazione con C.R.E. Consorzio Rivenditori Edili e con il supporto della SEIDUESEI.org S.r.l. il Seminario ha visto la partecipazione di circa 70 professionisti che, oltre a seguire l’intervento del Geom. Stefano Farina relativo agli aspetti della Sicurezza in Fase di Coordinamento, hanno effettuato una visita al cantiere di ristrutturazione della Cantina Sociale VIVALLIS di NOGAREDO.

Nella prima parte del seminario – tenutosi nella sala convegni della Distilleria Marzadro – sono state affrontate le peculiarità e problematiche del ruolo del Coordinatore della sicurezza in fase esecutiva, con l’analisi delle modalità di effettuazione dell’attività del coordinatore (visite in cantiere,  controllo della documentazione, aggiornamento del cronoprogramma, problematiche legate agli oneri per la sicurezza)  e la proposta alcuni strumenti operativi da utilizzarsi nell’attività quotidiana in cantiere (registro del coordinatore, modulistica e check list).

I partecipanti, suddivisi in due gruppi, si sono poi spostati presso la Cantina VIVALLIS, dove nel corso della visita hanno potuto visionare lo stato attuale dei lavori con un sopralluogo nella zona della futura cantina fonda a quota -8.35, nonché vedere gli aspetti legati al costruendo solaio intermedio e le prime torri di casseratura posizionate per il solaio a quota 0,00.

A.Co.S.T. - Corso Aggiornamento Coordinatori con sopralluogo c/o Cantina VIVALLIS

All’interno della cantina esistente – grazie alla disponibilità delle aree concessa dalla direzione della Cantina VIVALLIS – era stata inoltre  predisposta una piccola rassegna fotografica che illustrava l’andamento dei lavori partendo dall’inizio delle attività di cantiere, passando poi alla demolizione delle strutture della vecchia cantina, alla formazione diaframmi e relativi tiranti, alle opere di scavo e terminando infine con le opere relative alla realizzazione platea di fondazioni ed imposta solaio intermedio.
Erano inoltre esposte alcune delle tavole grafiche del Piano di Sicurezza e Coordinamento, nonché alcune delle planimetrie relative alle modifiche intervenute nel corso dei lavori, ed alcuni degli schemi allegati ai D.U.V.R.I. predisposti per la gestione delle interferenze tra attività di cantiere ed altre attività connesse al quotidiano funzionamento della Cantina VIVALLIS.

La visita è stata possibile grazie alla disponibilità della Cantina VIVALLIS, della Direzione Lavori “Studio Andrea Tomasi & Associati” e dell’Impresa Affidataria delle opere edili ROSSARO Costruzioni.

Cartello di Cantiere CANTINA VIVALLIS